Yacht a vapore italiano “Elettra”

Yacht a vapore italiano “Elettra”

Franco Tommasino

Yacht a vapore italiano “Elettra”

Modello galleggiante costruito a Genova nel 1974

M.M.T.A. - Invent. n. 026

Materiali: scafo in vetroresina, sovrastrutture in legno, ottone, stoffa, corda; su basamento di legno
Dimensioni: cm 155x24x76
Scala: 1:50

(varata il 25 aprile 1904 nei cantieri Ramage & Fergusson di Londra con il nome di “ROVENSCA”)

Il radiocomando aziona i motori, i timoni, le luci, i segnali di via ecc. Si sente anche la voce di Marconi che spiega come inventò la radio. Il modello è stato realizzato in quattro esemplari: uno per la marchesa Marconi di Roma; uno per il Museo della Radio di Torino; uno per lo Yacht Club Italiano di Genova e uno per il Museo Marinaro. Questo esemplare è stato presentato in diverse manifestazioni.
Lo yacht a vapore “Elettra” venne costruito come panfilo reale dal Cantiere Ramage & Ferguson di Leith, in Gran Bretagna, per conto dell’Arciduchessa Maria Teresa d’Austria. Battezzato “Rovenska”, fu varato il 25 aprile 1904. Aveva una lunghezza di 63,40 metri, una stazza di 632 tonnellate e una macchina a vapore da 1.000 CV. Durante la Prima Guerra Mondiale, la Imperial-Regia Marina Austro-Ungarica lo impiegò come nave-civetta. Catturato dagli Inglesi, fu incorporato nella Royal Navy. Nel 1921 Guglielmo Marconi lo acquistò per la somma di 20.000 sterline dell’epoca, allo scopo di farne un laboratorio per i suoi esperimenti sulle onde radio. Venne iscritto al Compartimento Marittimo di Genova con la sigla IBDK. Lo yacht incrociava nel Golfo del Tigullio e mandava segnali radio alle stazioni riceventi a terra, situate a Santa Margherita e a Sestri Levante. Il 26 marzo 1930, dal porto di Genova accese le luci dell’esposizione mondiale di Sidney, in Australia. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu trasferito a Zara, con la speranza di sottrarlo alla distruzione ma, durante un bombardamento aereo, venne colpito da un siluro a prua e affondato. Il relitto venne prima saccheggiato dai Tedeschi e dagli Yugoslavi e poi recuperato e demolito.

Origine

Collezione Ernani Andreatta

Data

30 Marzo 2018

Tags

a motore, navigante