Nave-goletta italiana “Ernani III”

Nave-goletta italiana “Ernani III”

Nave-goletta italiana (o barco bestia) “Ernani III” (Vittorio)
a vele spiegate

Modello al galleggiamento costruito in Italia nel primo quarto del XX secolo

M.M.T.A. - Invent. n. 008

Materiali: legno, carta, stoffa, corda e acciaio; su base di legno e ottone, ricoperta di stucco
Dimensioni: cm 40x9x26
Scala: 1:150

Scafo in legno pieno; un albero a vele quadre e due alberi a vele auriche, più bompresso e fiocchi; vele di strallo tese fra gli alberi; le vele sono fatte di cartoncino; castello a prua; cassero a poppa; una tuga a centro-nave; due boccaporti; timoneria; una scialuppa sul cielo della tuga; due ancore; serpa con fregio a volute; opera viva di colore rosso; opera morta di colore bianco con striscia orizzontale blu; a prua una pilotina si sta avvicinando alla nave per condurla in porto; basamento di legno e ottone ricoperto di stucco, colorato di azzurro e bianco per simulare il mare; probabilmente faceva parte di un diorama, nel quale manca la copertura in vetro. La nave era il bastimento di maggior tonnellaggio presente nelle marinerie europee e americane nel corso dell’Ottocento. Il governo della sua complessa attrezzatura richiedeva un equipaggio numeroso e addestrato, in cui avevano un ruolo preminente i gabbieri, addetti alla manovra delle vele quadre. Quando il comandante dava ordine di spiegare o ridurre le vele, essi dovevano salire velocemente “a riva”, cioé sugli alberi, per mezzo delle scale di corda tese fra il sartiame, appoggiare i piedi sul “marciapiede”, un robusto cavo sotteso al pennone, e la pancia sullo stesso e poi sciogliere o terzarolare i gradi trapezi di tela bianca. Per ridurre il personale e quindi i costi di gestione, i costruttori italiani pensarono di sostituire le vele quadre con vele auriche, che potevano essere manovrate direttamente dal ponte e richiedevano un equipaggio meno numeroso e specializzato, lasciando solo il trinchetto con la vecchia configurazione. Da questo idea nacque nel 1840 la prima nave-goletta, la “Cavallo Marino”, di 300 tonnellate di stazza, armata da Giuseppe Dall’Orso di Chiavari. Questo tipo di attrezzatura era particolarmente adatto alle marinerie minori, che avevano penuria di capitali e di personale e che potevano contare su traffici meno redditizi. La nave-goletta si diffuse notevolmente in Italia, specie in Toscana e in Campania, ma anche all’estero, a esempio fra i velieri normanni usati per la pesca del merluzzo nei banchi di Terranova. Nel gergo ligure veniva chiamata “barco-bestia”, una corruzione del termine inglese “best-bark”, con riferimento alle sue eccellenti qualità nautiche. Le dimensioni variavano a seconda del tipo di traffico cui venivano destinate, ma in genere corrispondevano a quelle dei brigantini a palo.

Origine

Collezione Ernani Andreatta

Data

25 Marzo 2018

Tags

a vela