Trasmettitore “Belinographe”

Trasmettitore “Belinographe”

Trasmettitore “Belinographe”
tipo Amateur

Italia, 1910

M.M.T.A. - Invent. n. 095

Materiali: Mobiletto in metallo e legno di mogano
Dimensioni: 38x25x22

Rinvenuto fra i cimeli di un Ufficiale del Regio Esercito Italiano che partecipò alla guerra di Libia nel 1911-’12. Poteva trasmettere messaggi e telefoto. In pratica era l’antenato del moderno fax.
Questo apparecchio fu rinvenuto tra i cimeli di un ufficiale del Regio Esercito Italiano che partecipò alla guerra di Libia del 1911-12. Poteva trasmettere messaggi e telefoto, in pratica era l’antenato del moderno fax. Il mobiletto è dotato di coperchio e di chiusura per il trasporto.
L’invenzione risale al 1907, quando l’ingegnere francese Edouard Belin brevettò un sistema meccanico grazie al quale si poteva variare l’intensità della corrente in base a quella dell’immagine da trasmettere. Presentò così il suo primo “fototelegrafo” il quale, successivamente modificato, divenne il “telestereografo” Belin del 1922. I Francesi utilizzarono l’ultimo tipo di apparecchio Belin, il “Belinographe” modello 1928, per trasmettere le impronte digitali dei malviventi. Il “Belinografo” traduce in variazioni di corrente elettrica le variazioni di intensità del bianco, del grigio e del nero. Belin trovò il sistema di esplorare con un congegno elettromagnetico le fotografie, i disegni, i documenti scritti ecc. e di tradurli in impulsi elettrici, in modo da poterli inviare a chilometri di distanza per mezzo delle reti telegrafiche. Il ricevitore, simile al trasmettitore, captava i segnali e e li ricomponeva, ottenendo la riproduzione del messaggio o della fotografia.

Origine

Donazione Franco Tommasinocm

Data

09 Aprile 2018

Tags

strumenti di comunicazione