Fonografo “Edison”

Fonografo “Edison”

Fonografo “Edison”

Italia, 1865

M.M.T.A. - Invent. n. 096

Materiali: Mobiletto in legno di mogano e metallo
Dimensioni: cm 29x19x60

Thomas Alva Edison fu l’uomo che inventò il domani. Nella sua vita, lunga ed eccezionalmente cretiva, brevettò circa 1.300 invenzioni, fra cui la lampadina elettrica e il fonografo. Egli fu tra i pionieri del cinema in America.
L’invenzione del fonografo è del 1877. Notare che l’apparecchio è anche dotato di quattro rocchetti di cera dove è incisa la musica.
Il mobiletto è munito di una chiave per il caricamento della molla del congegno di ascolto. L’apparecchio dispone di quattro rocchetti a cera, uno dei quali riporta incisa la “Marcia Turca”. Sin dai tempi più antichi, l’uomo ha accarezzato il sogno di riprodurre i suoni e la voce umana. Dobbiamo a un grande erudito dell’Ottocento, l’inglese Thomas Young, studioso di fisica, medicina e altre discipline, la messa a punto delle basi teoriche che permisero in seguito l’invenzione del fonografo. Egli, infatti, fu il primo a rappresentare graficamente le vibrazioni provenienti da una fonte sonora. Il suo strumento misurava il numero e l’ampiezza delle vibrazioni e provvedeva poi a tracciare una linea ondulata su un cilindro rotante per mezzo di uno stilo. Nel 1857 un altro studioso, Leon Scott de Martinville, riprese le sue ricerche, dando finalmente la spinta decisiva. Questi, partendo dall’anatomia dell’orecchio umano, realizzò uno strumento consistente in una specie di grande corno che portava alla fine una sottile membrana grande quanto una moneta, la quale era collegata a un sistema di leve che trasmetteva le sue vibrazioni a una punta. Essa, strisciando su un cilindro rivestito di carta cosparsa di nerofumo, registrava le vibrazioni sonore grazie al movimento rotatorio del cilindro, che veniva azionato a mano per mezzo di una manopola. Era nato il “fonoautografo”, ma si trattava solo di una trascrizione grafica del suono e non di una riproduzione udibile. Leon Scott, come ogni precursore che si rispetti, morì povero e abbandonato a Parigi nell’aprile 1874. Ma la via era stata ormai tracciata. Due anni dopo, Thomas Alva Edison costruì il primo “fonografo”, che rispecchiava nelle linee generali l’apparecchio di Scott, con la novità di riuscire a riprodurre un suono finalmente udibile grazie a due modifiche sostanziali: la carta nerofumo era stata sostituita con un foglio di stagnola e la punta di registrazione veniva azionata direttamente dalla membrana. Terminata la registrazione, il cilindro veniva riportato nella posizione primitiva e la punta, ripercorrendo il solco, trasmetteva alla membrana una serie di vibrazioni che riproducevano, seppure in modo approssimato, il suono originale. Da quel momento, la tecnica di registrazione e diffusione del suono si sviluppò freneticamente. Nel 1897 Emile Berliner perfezionò l’apparecchio, utilizzando per la prima volta un disco di zinco ricoperto da uno strato di cera, mettendo così da parte il vecchio cilindro e inaugurando l’era del disco.

Origine

Donazione Franco Tommasinocm

Data

09 Aprile 2018

Tags

riproduttori sonori