Missione e scopi del Museo Marinaro Tommasino-Andreatta

Missione e scopi del Museo Marinaro Tommasino-Andreatta

Storia, tradizioni e cultura marinara

Il Museo Marinaro Tommasino-Andreatta, viene fondato a Chiavari, nell’Antica Casa Gotuzzo in Piazza Gagliardo 19, il 7 Luglio 1997 da Franco “Mario” Tommasino, deceduto nel 1998, e da Ernani Andreatta.
Il Museo nasce come iniziativa privata per il grande contributo di Franco Tommasino che dona al museo quasi 30 modelli navali e altri rari reperti nel campo della radio d’epoca Marconiana ma anche sull’onda del successo ottenuto con la pubblicazione dei libri “Chiavari Marinara dall’Epoca Eroica della Vela - Storia del Rione Scogli”, esaurito nonostante le 4600 copie di due edizioni 1993 e 97, e “Memorie dal Mare - L’immenso libro di Papà Lucerna”, edito nel 97 in 6700 copie del quale ne rimangono pochi esemplari, con la relativa video cassetta o DVD in lingua Italiana, Inglese, e Spagnolo. Attraverso queste pubblicazioni ed il Museo, viene operato uno straordinario “salvataggio storico” di tradizioni, di cultura e di lavoro che si sarebbe altrimenti perduto.

Il Tigullio ha una lunga e gloriosa storia marinara, che data sin dal Medioevo. In Chiavari e Lavagna sono stati costruiti e varati oltre 200 velieri oceanici, mentre Sestri Levante e Riva Trigoso erano più specializzati nella costruzione e armamento di leudi. Il nucleo del Museo Marinaro Tommasino-Andreatta è costituito quindi da modelli di navi a vela e modelli naviganti radiocomandati oltre che da apparecchi radioriceventi costruiti o raccolti da Franco Tommasino, da strumenti nautici antichi anche del 1700 e da preziosi utensili da lavoro.

In questo museo trovano spazio anche gli attrezzi da pesca dato che il Rione Scogli all’inizio del secolo scorso diventò un centro importante del settore mutando la sua indentità da quello della costruzione navale a quello della pesca. Gli stessi pescatori degli Scogli hanno lasciato un patrimonio di tradizioni importantissimo anch’esso oggetto di salvataggio attraverso le opere sopra menzionate. Molti reperti museali provengono da donazioni o lasciti di privati e da acquisti sul mercato antiquario, come l'importante collezione di rare conchiglie di mare e di terra, provenienti da tutto il mondo, che conta più di 3000 pezzi, tutti rigorosamente catalogati. Non ultimo l’importantissimo archivio storico fotografico e la biblioteca con oltre 6000 volumi per la maggior parte di argomento marinaro e una importante videoteca di filmati d’epoca di oltre 5000 DVD.

Un altro importante salvataggio storico del Museo è quello effettuato da Amedeo Devoto, noto artista e progettista navale del Rione Scogli, dei piani di costruzione di molti grandi velieri costruiti sia a Chiavari nel’800 che a Riva Trigoso ai primi del 900. Un altro incredibile patrimonio che lega al mare il Tigullio e Chiavari in particolare. Ed un ulteriore arricchimento del Museo è dovuto ad importanti piani di costruzione, un centinaio, provenienti da tutto il mondo, di velieri e grandi imbarcazioni del 1800.
E Chiavari, come centro di costruzioni navali e armatoriale raggiunse il suo apice nell’Ottocento, grazie all’opera di costruttori come Matteo Tappani, tre generazioni di Gotuzzo, Francesco detto “Mastro Checco”, Luigi ed Eugenio, i Briasco, i Piceni Gessaga, i Milesi, e di armatori come i Dall’Orso, i Raffo, i Beraldo i Sanguineti, i Borzone, i Copello, i Bianchi, i Chiarella, i Rocca, Fratelli Ghio, i Gagliardo, i Roncagliolo, i Raggio Porcella, i Carniglia, i Milesi, i Cuneo, i Devoto, i Marana, i Casaretto e altri, che porteranno il nome di Chiavari in tutti i mari del mondo. Innumerevoli navi camogline e genovesi presero forma sugli scali del Golfo del Tigullio a sottolineare la capacità e la tenacia dei costruttori locali che sapevano tener testa alla migliore concorrenza internazionale.
Non vanno dimenticati i maestri d’ascia e i calafati come i Tirone, Maccianti, i Risso, i Solari, I Bertuletti, i Della Pietà, i Moladuri, i Raffo, i Dall’orso, e tutte le maestranze che, con la loro operosa attività, hanno contribuito a costruire il patrimonio di valori di questa zona.

Per conservare la memoria di queste vicende e degli uomini che ne furono protagonisti ci è sembrato utile dar vita ad un’esposizione permanente sulla marineria Chiavarese e del Tigullio. Ancora oggi si tratta di un’iniziativa quasi esclusivamente privata. Nel 2001 molta parte dei reperti museali è stata ospitata nell’edificio in balconata dell’Expo Fontanabuona a Calvari. Nel 2008, grazie alla sensibilità del Comandante Giuseppe Bennardi il Museo Marinaro è stato ospitato nella Scuola Telecomunicazioni FF AA di Chiavari. Una ridotta porzione del Museo fu inaugurata, proprio il 4 Dicembre 2008, con taglio del nastro da parte della Signora Gabriella Andreatta in Westermann, figlia di Ernani, alla presenza delle autorità ecclesiastiche, amministrative e militari del Tigullio anche nelle persone del Vescovo di Chiavari Alberto Tanasini, l'ammiraglio Santarini proveniente da La Spezia, sindaci e assessori del Tigullio. Alfredo Provenzali commemorò Franco Tommasino e il Museo essendo stato suo collega alla Rai nel dopoguerra. Erano presenti alla cerimonia molti dei suoi parenti provenienti, oltre che da Chiavari, anche da Voghera e da Roma. 

Ma ora, il Museo Marinaro viene presentato in una veste completamente nuova, e con un notevole ampliamento di spazi e reperti. Nella “nuova inaugurazione” del 4 Dicembre 2009 il taglio del nastro era stato affidato alla Signora Paola Ferraris in Boaretto consorte appunto di Giancarlo che è stato definito l’Angelo del Museo.
La cerimonia inaugurale ebbe luogo alle ore 15.30 e vennero anche conferiti 4 attestati di benemerenza alle seguenti persone: Comandante Giuseppe Bennardi, Signor Giancarlo Boaretto, Signor Amedeo Devoto, e alla Memoria a Franco “Mario” Tommasino. L’attestato venne ritirato dal figlio Claudio. Nella stessa cerimonia Amedeo Devoto donò al Museo nelle mani del Comandante Scarpetta i piani di costruzione storici dei cantieri Gotuzzo. Ci fu anche un simpatico scambio di “ricordi storici” tra il Comandante Scarpetta ed Ernani Andreatta. Andreatta, simbolicamente, affidò al Comandante della Scuola la chiave del Museo Marinaro rappresentata da una grossissima e pesante chiave antica.
È grazie alla Scuola Telecomunicazione FF A che il Museo potrà sopravvivere ed anche forse ingrandirsi ancora al fine di rappresentare la memoria vivente e operante delle attività produttive di tutto il Tigullio, settori che permisero ai nostri padri e ai nostri nonni di crescere e prosperare.

Nel 2013 il Museo Marinaro Tommasino-Andreatta ha avuto il riconoscimento dello (SMM) Stato Maggiore della Marina e nel completamento della pratica di acquisizione da parte del Ministero della Marina, sarà affiancato ai Musei Navali di Venezia e di La Spezia.

Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, accertato l'interesse culturale della raccolta ne ha proposto la  tutela e la valorizzazione.
Il Museo Marinaro di Chiavari è entrato a fare parte della rete dei Musei Naviganti che è la prima iniziativa itinerante per la promozione dei Musei del mare e della marineria d'Italia.
Ha il patrocinio del Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo.

È promosso da

 

Brevi note sui fondatori e collaboratori del Museo Marinaro Tommasino-Andreatta

FRANCO “MARIO” TOMMASINO – Fondatore del Museo Marinaro (1915-1998)
Era nato a Chiavari nel cuore dello storico Rione Scogli. La maggior parte dei modelli navali e degli apparecchi radio-riceventi che costituiscono il Museo sono frutto del suo ingegno e del lavoro appassionato di tutta la sua esistenza. La sua vita professionale è stata quello di tecnico della Rai sede Regionale di Genova. Durante gli ultimi mesi del conflitto mondiale, nel 1945 salvò dai tedeschi, a rischio della propria vita, tutte le apparecchiature radio della Rai che immediatamente dopo, dopo il 25 Aprile fu in grado di trasmettere, grazie a lui, i bollettini della fine della guerra. Legatissimo al Rione Scogli, effettuò sempre a Chiavari le prove in mare dei suoi straordinari modelli galleggianti e naviganti che fanno ora parte del Museo Marinaro che porta anche il suo nome.

ERNANI ANDREATTA fondatore e conservatore del Museo Marinaro.
Nato a Chiavari nel 1935 ed è il fondatore e il conservatore del Museo Marinaro. Una lunga storia di mare sia professionale che attraverso la discendenza famigliare. Per discendenza diretta da parte di madre è imparentato con i Gotuzzo, che sono stati, assieme ai Tappani, a loro volta parenti tra di loro, tra i più grandi costruttori italiani di velieri. Da anni, si dedica al Museo per il salvataggio delle sue raccolte e specialmente delle grandi tradizioni storico-marinare di Chiavari. È lo scrivente di queste note.

ALDO CATERINO, ha catalogato, nel 1997, tutti i reperti del Museo Marinaro Tommasino-Andreatta di allora.
E’ nato a Genova nel 1965. Dopo la laurea in Storia Moderna, è diventato Assistente Scientifico del Museo Navale di Genova, ruolo che ricopre tutt’ora assieme alla carica di Direttore Editoriale presso una casa editrice genovese. In tali vesti ha contribuito alla realizzazione di importanti progetti, come l’allestimento del Padiglione del Mare e della Navigazione e delle mostre temporanee Dal Mediterraneo all’Atlantico, Capitani Coraggiosi, Genova e i velieri e Storie di Polene. Successivamente si è dedicato a varie attività editoriali e artistiche, lavorando per aziende prestigiose come Pineider, Nazareno Gabrielli e Franco Maria Ricci. Autore di articoli e saggi sulla storia della marineria, nutre una profonda passione per la cartografia antica e possiede una collezione di carte geografiche del continente americano. Tra le sue pubblicazioni: Le navigazioni transoceaniche nel Seicento, La via olandese per le Indie Orientali, La cartografia nautica portoghese nell’età delle scoperte, Il calcolo della longitudine e la nascita del cronometro da marina, La pittura di yachting.

GIANCARLO BOARETTO, addetto al restyling e alla conservazione dei reperti del Museo Marinaro.
Nato a Bosco Marengo (Alessandria) nel 1945 di professione palombaro ad alta profondità con un passato di navigante.
Durante l’alluvione di Firenze il 4 Novembre 1966 poco più che ventenne, aiuta la popolazione a uscire dall’acqua e dal fango. E’ uno dei tanti “Angeli del Fango” che salvano quasi tutte le opere d’arte di Firenze. Poi una serie di corsi professionali per imparare ad andare sott’acqua, la sua passione, ed operare a profondità eccezionali dove la testa sembra scoppiare. Consegue molte abilitazioni e impara a lavorare nel regno dei pesci, a meno 20, a meno 50, a meno 300 metri! E’ la professione della sua vita ! Dopo alcune missioni su navi locali in Sardegna o in Grecia partecipa alla costruzione di piattaforme petrolifere come la gigantesca “Garaupa” della Petrobras Brasiliana che poggia sul fondo a 120 m. di profondità. Uno dei primi seri contratti di Boaretto è quello sull’Artic Seal”, una enorme nave appoggio, in giro per il Mare del Nord, Mar di Norvegia, Mar Glaciale Artico. In Scozia a Fort William ottiene così il brevetto di “Deep Diver” (alto fondalista). Poi “decolla” o meglio “sprofonda” sempre più negli abissi marini lavorando per la Esso e la Shell in tutto il mondo: Tailandia, Singapopre, Malaysia, Norvegia, Hong Kong, Mare di Barentz, Brasile, Borneo, Oceano Indiano, Mar Cinese, Stati Uniti ecc. Partecipa alla costruzione di piattaforme petrolifere, recupera pezzi di navi o aerei, installa condotte marine e costruisce cisterne in cemento prefabbricato, i cosidetti “Igloo” dove sopra vi poggiano le piattaforme petrolifere e fanno da primo deposito all’oro nero che sgorga dalle viscere della terra, ma sempre sott’acqua! Per anni, 21 giorni al mese, a turno, vive là sotto, tra fondali impossibili e camere iperbariche per la decompressione, dove il sangue si satura di azoto e bisogna ripristinare il bilanciamento dei vari componenti gassosi. L’ultimo suo impegno professionale è con la Barracuda Sub di Genova. Per hobby ha sempre fatto il modellista navale. Nel 1966, quarant’anni fa a Firenze era un “Angelo del Fango”, ora è l’”Angelo del Museo” dato che tutti i reperti sono stati da lui rimessi in ordine, riparati e ripuliti facendoli ritornare agli splendori di quando uscirono dalle mani straordinarie di Franco Tommasino.

AMEDEO DEVOTO - Artista (al quale è dedicata la sala progetti del Museo marinaro)
Progettista Navale - Pittore – Incisore – Costruttore di liuti e chitarre
Amedeo Devoto è nato a Chiavari nel rione Scogli 1’8 Settembre 1935. Sin da bambino aveva 1’intuito per il disegno che sempre abbinava a principi matematici e tecnici. Le scuole frequentate da Devoto sono quelle di avviamento industriale e pertanto può definirsi un autodidatta per eccellenza. Da giovane trova impiego dapprima alla Lames quale meccanico e poi, nel 1962, nel Cantiere Navale di Chiavari (ex Gotuzzo) come disegnatore tecnico progettista. Importante è il rapporto professionale che si instaura tra lui e il capo-progetto Gino Solari. L’amicizia fra questi due straordinari “ragazzi degli Scogli” va avanti per moltissimi anni, sino alla prematura scomparsa di questo suo grande amico avvenuta nel 1997. Insieme, negli anni ‘70, progettano svariati tipi di imbarcazioni da diporto come il Barbagatto, il Riviera, 1’Olivetta e inoltre la famosa Paraggina, che fu in competizione con i prestigiosi Ischia dei cantieri Baglietto.
Devoto trova in seguito impiego nei Cantieri Navali di Lavagna dove continua nella sua attività di progettista. Collabora alla progettazione e alla costruzione degli Admiral e Ghibli, prestigiose imbarcazioni da diporto che possono annoverarsi fra le migliori produzioni italiane a livello internazionale. Nel 1975, durante la demolizione dell’edificio in cui era ospitato 1’antico cantiere dei Gotuzzo, per il “rifacimento” dello stesso da parte della nuova proprietà, recupera buona parte dei piani di costruzione originali dei grandi velieri varati in questo cantiere di Chiavari nella seconda metà dell’Ottocento e primo Novecento; li ridisegna e li completa con tutti i particolari del disegno tecnico moderno. II più antico di questi piani è datato 1875. E’ un importante salvataggio ! Tutti questi preziosi piani di costruzione sono stati donati e sono conservati nel Museo Marinaro Tommasino-Andreatta che ha sede presso la Scuola Telecomunicazioni FF AA di Chiavari. Nella sala dei Velieri e degli Utensili dei Maestri d’Ascia del Museo trova anche posto il bellissimo diorama del Rione Scogli dal 1880 al 1910 che misura mt. 5,40 x 1,80 costruito da Devoto con la collaborazione di Giancarlo Boaretto. Fra le sue molteplici attività si è dedicato all’arte figurativa attraverso dipinti che hanno sempre una retrospettiva di ricerca storica relativa al rione Scogli. Le sue opere, emozionanti per chi le guarda, fanno rivivere l’epoca irripetibile delle costruzioni dei grandi velieri e della vita legata al mare e alla pesca quando la “Piazza”, prima chiamata “Ciassa di Barchi”, diventò, nell’uso comune, “Ciassa di Pescoi” o “Piazza dei Pescatori”. Tante “attività” di quel tempo, veri affreschi di vita quotidiana del passato che appaiono nei suoi quadri, sono frutto di racconti dei “vecchi” degli Scogli, che lui ascoltava e memorizzava quando era bambino e che ora materializza su tela e fa rivivere nei suoi dipinti. Devoto si cimenta spesso anche in riproduzioni di copie d’autore del Caravaggio fra le quali citiamo il Bacco, il Ragazzo morso dal ramarro, il Canestro di frutta, il Bacchino malato e , non ultimo, il San Matteo e 1’Angelo, ricostruzione dell’opera originale di Michelangelo Merisi il cui dipinto è andato completamente distrutto a Berlino durante uno degli ultimi giorni di guerra nel 1945. Nel 1968 circa si è dedicato anche all'incisione facendo : Il ratto delle Sabine di Rubens (che non sa più dove l'ha messo !!!) e il Seleno di Rubens (fauno che beve ecc) e il Tondo Doni di Michelangelo. Quest’ultima incisione è su una lastra di ottone dim. cm 25 x 25 realizzata con la tecnica delle ombre che sono più spesse dove l'ombra è più scura ci sono degli incroci. Ultimamente si è dedicato con successo alla costruzione di liuti e chitarre anche a 9 corde che spesso si diletta a suonare in forma privata o per gli amici più cari. Per tutti Devoto è un uomo di grande ingegno e dalle “mani d’oro” con un carattere riservato, quasi schivo ma attento e rispettoso di tutti. Potremmo definirlo timido, per chi non lo conosce, ma dentro di lui albergano emozioni non comuni, una ricchezza d’animo straordinaria ed un amore infinito per il suo rione. Un giorno, guardando il mare dalla “Piazza”, mi ha detto: Io, il Rione Scogli l’ho amato molto….. ma ….. non so ….. se gli Scogli hanno amato me ! gli ho risposto: sai, penso la stessa identica cosa !
Nel 2006, dalla Società Economica di Chiavari, gli è stato conferito il Premio Turio Copello per la sezione artigianato.
Questa raccolta di 38 opere è soltanto una parte delle tante, ben 171, prodotte negli anni da Amedeo Devoto sino alla data in corso. Per tutte le sue molteplici qualità, non credo di sbagliare a definirlo, un vero “Artista”.

Nota: Quasi tutti gli originali dei suoi dipinti sono conservati nell’Antica Casa Gotuzzo da Ernani Andreatta. Al museo sono conservate le riproduzione su tela.


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